A capo

Nella mia testa eravamo un trio, nella mia testa avevo finalmente una famiglia, un posto. Non avevo capito che la mia testa aveva ossessivamente costruito un castello di carte, che la realtà ha prontamente buttato giù, imponendomi di crescere “scrivi solo cose depresse, pensi veramente ciò che scrivi?” stavolta sarà un esprimere il mio punto di vista, riguardo ad un fatto privato, pubblicamente; motivo? vigliaccheria, lo ammetto. “allora scrivi a queste persone e nun ce scassà!” so che non ci sono più nella loro vita, quindi preferisco non rivolgermi a loro direttamente, almeno se gli capiterà per caso questo articolo, vorrà dire che in qualche modo mi hanno cercata, altrimenti  Amen. “Ma fatti una vita cacchio!” Lo sto facendo, cercando di costruire qualcosa di meraviglioso e vivace, tuttavia questo conto in sospeso è un sassolino nel mucchio che devo togliere, o Keys non mi darà pace e non potrò concludere la mia muta.

Ricordo ancora la prima volta che mi ha tenuta per mano…

Le prime volte tipo sbronza o kebab sono state con lei, con lui ho sperimentato altri gesti dolcissimi per la prima volta (nulla che non si possa dire in chiesa, per le malelingue!), diciamo che lei e lui sono state a lungo fonte di divertimenti ed esperienze.

FB_IMG_1413827291025.jpgComunque, eravamo alla prima volta che mi ha tenuta per mano, avevo i calabroni nello stomaco, altro che farfalline, quella che per lui era sicuramente una sciocchezza, per me è stato come se qualcuno facesse tesoro di me, almeno per qualche istante; ricordo anche la seconda volta che successe, il nostro “appuntamento a quattro ma in cinque”, quando se ne era andato acido ed io ero rimasta con un’ amica al centro commerciale, all’improvviso mi ha chiamata al cellulare e mi ha detto “girati”, era lì! Io dissi che faceva tanto High School Musical. Poi aveva iniziato ad abbracciarmi e e me sembrava un gesto veramente intimo e dolce.

Trascinati da eventi e alcolici ci eravamo baciati qualche volta, tuttavia io non avevo sentito niente e non capivo il perché: pensavo fosse il mio primo amore, invece erano i miei problemi che mi rincorrevano, cercando di attrarre la mia attenzione, tipo il mio cuginetto quando mi chiama e mi rincorre per cinque minuti buoni per andare nella casina di plastica. Ricordo però il nostro ultimo bacio, sapeva di cioccolato e sigarette, quella sera speravo che non sarei più stata single, invece mi sono ritrovata a masticare il brodo “ma il brodo non si mastica idiota!” ESATTAMENTE!

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Nella vita, a parte un membro della mia famiglia, non ho mai avuto qualcuno che mi ascoltasse veramente, a parte quando c’era lei. Non mi ha mai interrotta mentre parlavo, per raccontarmi di se stessa, o per dirmi la sua: aspettava che finissi, un evento raro, che non mi è più capitato, per questo la psicologa Sara adesso ha chiuso i battenti dello studio: io mi arrangio, gli altri si arrangino! Comunque, senza divagare come le vecchiette in strada, io ero il suo grillo parlante e lei la mia scintilla, le dicevo che mi faceva vivere (nulla di romantico, niente amore lesbo, intendevo che grazie e lei mi divertivo come una matta). In un periodo di grandi drammi e insicurezze, lei mi aveva aiutato a costruire un castello molto carino e accogliente, peccato che le fondamenta fossero sulla sabbia.

 

Loro due erano veramente importanti ed io mi sentivo finalmente importante a mia volta; quando il trio è diventata coppia ed io ne ero fuori, insieme ad un disastro familiare, il mio castelletto è stato amabilmente buttato giù, non mi è rimasto altro da fare che “ciucciare gli spicci”, ho pensato “ecco ed ora come faccio a esserle amica? Mi faccio pena da sola, sicuramente per loro adesso sono la “poverina”. Ed uno così affettuoso dove lo trovo? Non le sono rimasta amica e ho pensato che, in fondo, se qualcuno a cui non piacevo e per cui ero una di quelle persona che incontrano il tuo cammino e poi addio, figuriamoci come sarà qualcuno che mi amerà davvero! Mi ricordo ancora che lei tremava quando mi disse che stavano insieme, con lui non ci ho più parlato.

Dire che adesso sono diversa è inutile, poiché io lo so che sono cambiata ma per alcune cose sono sempre le stessa, altrimenti avrei già cercato di risolvere la cosa, chiudere, sicuramente avrei già dimenticato tutto e sarei stata più forte, avrei detto “state insieme? Ottimo, sono contenta, vi auguro una lunga relazione” io glie l’ auguro veramente, dato che non ero “gelosa perché ci siamo innamorati”, avevo paura di non contare più (le relazioni non durano nemmeno tra parenti, con gli amici ancora peggio). Comunque per me sono sempre importanti, ci sono persone che ameremo sempre (di qualsiasi tipo di amore si tratti) ma che vanno lasciate andare, o che è meglio non vedere; voglio ringraziarli perché mi hanno fatto sentire viva e provare un sacco di emozioni, anche negative e ne sono felice (nella mia mente malata provare tante emozioni, distruggere e ricominciare sono cose fantastiche), volevo scusarmi per averle voltato le spalle, forse lei non lo avrebbe fatto.Dire che adesso sono diversa non ha senso, io lFB_IMG_1414242833860.jpg

Se un giorno leggeranno questo post, almeno avranno capito come la pensavo, per me è stato utile, adesso posso chiudere veramente con i rimpianti, al limite avrò un rimorso ma “meglio rimorsi che rimpianti” dice sempre la Roby.

Still love you

Sara

P.s, tra poco sarà il tuo compleanno, Auguri!

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