Love yourself: First step

E’ davvero difficile amarsi, non ci sono mai riuscita in realtà e, sinceramente, questa è la mia ultima occasione per imparare a farlo e non restare una fallita per sempre. Non so se chiamarsi fallita a diciannove anni sia poi tanto appropriato ma è così che mi sento, dunque ho deciso di impegnarmi davvero e di documentare ogni giorno come mi sento; mi sono sempre chiesta cosa spinga le persone a scrivere su un blog e rendere pubblici i propri pensieri, tutt’ ora non lo capisco e non comprendo nemmeno me stessa, forse pensare che qualcuno potrebbe leggere ciò che scrivo,mi dà più soddisfazione, in fondo non si fa mai niente per niente.

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D’ accordo, allora iniziamo subito, impostando questi pensieri come diario a un amico.

 

 

Caro Omen,

Spero che dovunque tu sia mi possa sentire e sapere che ti penso e provo molto affetto per te; vorrei raccontarti un pochino di come mi sento e dei miei piccoli drammi interiori. N. mi sta aiutando, mi ama tanto e vorrebbe che anche io mi amassi e mi fidassi di me stessa e so che devo riuscire a dare una svolta alla mia vita e questa è l’ ultima chance che mi dò. Oggi ho di nuovo sfogato il mio malessere sul cibo, mi sono mangiata molta pasta e i cereale, stavo andando così bene eppure non riesco a mangiare sano per più di mezza giornata. Voglio essere felice, produrre qualcosa di buono ed essere sana: devo interrompere la catena di malsanità che passa dai miei nonni ai miei genitori. Non riesco ancora a colmare il vuoto che provo al cuore e, per stare meglio, riempio lo stomaco. Faccio ciò che si chiama “binge eating”, cioè mi abbuffo.

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Non so se riuscirò ad arrivare da qualche parte in poco tempo ma so che, per la prima volta, voglio dare davvero il massimo e ce la farò. Ci sentiamo presto, caro amico mio, spero che ci vedremo anche molto presto, sempre che qualcuno non continui ad infierire; vorrei tanto ricevere una tua risposta; a me, N. e M. manchi molto.

 

 

 

Luv ya.

V.

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Will(power)

Ho trovato un vecchio articolo che avevo scritto su Will Hunting, e ho deciso di pubblicarlo. A parte la magnificenza (estetica) di Matt Damon, ho iniziato a pensare a will e ai suoi suoi amici.

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Il protagonista del film è un ragazzo un po’ perso nella sua vita difficile ma molto intelligente, infatti solo lui tra i suoi amici riesce, almeno per quello che vediamo, a cambiare vita, grazie alle sue capacità. Il suo è un dono innato, è stato benedetto da un Dio qualsiasi.

E gli altri? Non si meritano di andarsene dalla città? Di rifarsi una vita, dopo aver lavorato sodo? Loro vorrebbero ma non possono, perché? Perché non hanno un gran cervello, infatti la verità è che, anche se si lavora sodo nella vita, si può comunque restare imprigionati, eppure anche gli amici di Will sarebbero meritevoli di rifarsi una vita.

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Ho sempre pensato che, se avessi tenuto duro, allora sarei riuscita a combinare qualcosa, a fare la scrittrice e a condividere le mie idee… Sono ancora all’inizio, non ho motivi per arrendermi ma ora sto valutando l’ipotesi di non poter spiccare il volo, di dover comunque restare in questo stupido angolo di mondo, come gli amici del protagonista del film, che non importa quanto si sforzino, il film non concede loro nemmeno un qualche approfondimento psicologico. Io mi sento sempre come l’amica dei protagonisti, quella che deve assistere alla vita felice di chi è stato prescelto. Non ho intenzione di fare la vittima o la tragica, so di essere molto fortunata, è solo una sensazione che esiste e non ci posso fare nulla. Non ho mai avuto la mia storia, la mia parte di felicità a cui gli altri devono assistere, ci ho provato certo, e mi stava quasi per essere concessa ma forse mi era stata data per errore, forse per prova e poi Dio ha deciso che non era il mio destino. Basta essere il miglior amico di Will, io voglio essere Will. Direi che non solo “l’amore è un film in testa visto dall’ultima fila”, a me sembra tutto una sorta di miraggio, e questo è spaventoso. 

Poi però, ripensandoci, forse anche gli amici del protagonista troveranno il loro posto nel mondo, magari saranno felici e la loro vita sarà completa: forse, grazie alla loro forza di volontà arriveranno esattamente dove vogliono, con grande impegno, e quella felicità se la guadagneranno. Allora il lieto, anche se effimero fine, sarà più bello da conquistare.